Fondazione Cariverona scommette sul futuro sostenibile dei territori
L'Ente mette a disposizione 30 milioni di euro nel 2025 per sostenere ambiente, giovani, innovazione sociale e cultura
29/10/2024
Redazione MondoInstitutional
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Sono pari a circa 30 milioni di euro le risorse che Fondazione Cariverona (Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno e Ancona) metterà a disposizione dei suoi territori di riferimento nel corso del 2025. L'Ente ha infatti presentato il proprio Documento di programmazione annuale 2025 (DPA) che traccia una rotta chiara e ambiziosa per lo sviluppo sostenibile delle province di Verona, Vicenza, Belluno, Ancona e Mantova. In continuità con i precedenti indirizzi, il piano ruota attorno a tre obiettivi strategici: tutela dell’ambiente, opportunità per i giovani, innovazione sociale.
In questo momento di forte incertezza, abbiamo il dovere di lavorare insieme per rilanciare una visione coraggiosa e condivisa di futuro, fondata sulla sostenibilità ambientale, sulla valorizzazione dei giovani e sull’innovazione sociale”, ha commentato Bruno Giordano, Presidente di Fondazione Cariverona, che ha proseguito: “Da questo documento emerge un programma solido, che vuole misurarsi con le grandi sfide del nostro tempo, dalla transizione energetica all’attrattività dei territori, trasformando bisogni e limiti in nuove opportunità di crescita, per noi e per il Pianeta”.
Rispetto al 2024 le risorse messe a disposizione dalla Fondazione sono così passate da 25 milioni a 30 milioni di euro (+20%). Il 2025 segna l’ultimo tassello della più ampia programmazione pluriennale 2023/2025 dell'Ente che, nell’arco di tre anni, ha messo a disposizione circa 90 milioni di euro: una cifra superiore rispetto a quella inizialmente prevista di 60 milioni. “I numeri testimoniano il grande lavoro svolto in questi anni”, ha aggiunto Filippo Manfredi, Direttore generale di Fondazione Cariverona. “Il maggior valore degli attivi, arrivato nel settembre 2024 a 2,3 miliardi, unito a una redditività più alta, ci ha portato ad aumentare considerevolmente le erogazioni. Un’attenta politica di diversificazione ci ha permesso, e ci permetterà, di stabilizzare e accrescere il patrimonio, i ricavi e le potenziali erogazioni. Questa gestione proattiva ci consente di programmare la nostra azione anche per il medio/lungo periodo”, ha sottolineato Manfredi.
Entrando nei dettagli della programmazione 2025, al primo obiettivo strategico, legato alla tutela dell’ambiente, sono destinati 6,5 milioni di euro (+25% rispetto al 2024). "La sfida principale rimane la lotta al cambiamento climatico, le cui conseguenze hanno un impatto diretto anche a livello locale, portata avanti attraverso il rilancio del capitale naturale (tutela della biodiversità, gestione delle risorse idriche, nuove aree verdi urbane ed extraurbane, ecc.), l’educazione alla sostenibilità e l’ulteriore sviluppo delle comunità energetiche rinnovabili avviate nel 2023", si legge in una nota dell'Ente.
Il secondo obiettivo strategico (8,4 milioni di euro nel 2025, +25%) mette a fuoco il tema del protagonismo giovanile in un momento particolarmente delicato per le nuove generazioni. "Di fronte al calo demografico, al disallineamento tra domanda e offerta di lavoro e alla fuga di talenti all’estero, la Fondazione punta a sostenere iniziative (anche sperimentali) per potenziare l’orientamento, le opportunità di formazione, la costruzione di nuovi ponti tra scuola e imprese e l’ascolto strutturato dei giovani. Parte delle risorse viene inoltre indirizzata al sostegno alla ricerca scientifica, all’istruzione universitaria e all’innovazione collaborativa, attraverso il coinvolgimento di startup, imprese sociali, enti del terzo settore e aziende", spiega l'Ente.
Il terzo obiettivo strategico riguarda l’innovazione sociale (7,6 milioni di euro, +29%) e, per il 2025, si concentra sul tema dell’inclusione sociale, considerata un cardine imprescindibile per costruire comunità non solo più giuste e coese, ma anche in grado di cogliere nuove opportunità di crescita attraverso la costruzione di alleanze tra mondo profit e non profit. "I destinatari degli interventi saranno prevalentemente persone in situazioni di disagio e di fragilità che verranno accompagnate in percorsi di reinserimento attraverso una serie di strumenti originali, dallo sport alle attività lavorative, fino alla cultura", evidenza la Fondazione.  
Ai tre obiettivi strategici si affianca proprio il sostegno dell'Ente alla cultura che nel 2025 cresce di oltre il 60%, passando da 2,1 milioni a 3,4 milioni di euro. I contributi sono indirizzati non solo a iniziative organizzate direttamente dalla Fondazione, ma anche al Teatro Ristori e alle fondazioni liricoteatrali, considerate partner essenziali per lo sviluppo dei territori e per il rilancio della coesione sociale. “La cultura, in tutte le sue forme, è l’anima che muove le nostre comunità. Questo potente motore di innovazione ci aiuta a immaginare il mondo come vorremmo che fosse. Con il nostro impegno, desideriamo quindi promuovere iniziative, rassegne e programmi che stimolino la riflessione sulle soluzioni ai problemi di oggi e spingano all’azione per un futuro più sostenibile”, ha sottolineato Giordano.
L'impegno della Fondazione per il DPA 2025 sarà rilanciato con il documento 2026/2028, che verrà elaborato l’anno prossimo, in dialogo con i territori. “Il nostro ruolo, però, non è solo quello di erogare risorse. Vogliamo costruire percorsi di sviluppo condivisi, fondati sull’analisi dei bisogni, sulla partecipazione, sulla crescita delle competenze. Lavoreremo quindi per favorire la collaborazione tra pubblico e privato, tra profit e non profit, tra terzo settore e imprese, perché siamo convinti che solo insieme possiamo rilanciare una cultura della sostenibilità e dell’innovazione all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte”, ha concluso Manfredi.

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