Lo State Street Risk Appetite Index, indice di propensione al rischio di State Street, è aumentato di 0,36 nell'ultimo mese del 2025, mentre gli investitori istituzionali hanno incrementato l’allocazione verso le azioni di quasi 1 punto base. Per State Street, il modesto aumento dell’esposizione azionaria è stato determinato da un riallocamento dei fondi dai mercati obbligazionari, mentre l’allocazione verso la liquidità è rimasta stabile: "In ambito azionario, Giappone e Regno Unito hanno registrato afflussi, mentre gli Stati Uniti hanno registrato vendite nette. Tuttavia, dal punto di vista del posizionamento, gli Usa restano chiaramente il sovrappeso preferito. Altrove, il dollaro Usa ha continuato a registrare deflussi netti, mentre i flussi sui titoli di Stato si sono distribuiti su più regioni".
“Sul fronte azionario, il posizionamento è rimasto fortemente concentrato sugli Stati Uniti, in particolare sul settore tecnologico statunitense. Tuttavia, in Europa gli investitori sono stati acquirenti netti moderati di azioni regionali. A livello settoriale, i flussi hanno indicato la domanda più forte nei servizi di comunicazione, nei servizi di pubblica utilità e nel settore immobiliare europei. Sul fronte valutario, gli investitori “real money” hanno continuato a privilegiare l’euro, con posizioni vicine ai massimi degli ultimi cinque anni per tutto il mese di dicembre", ha commentato Cayla Seder, Senior Macro Strategist di State Street Markets, aggiungendo: "Gli investitori si sono mostrati a proprio agio nell’aumentare ulteriormente posizioni già in sovrappeso, con flussi rimasti costantemente positivi. Questa domanda è sostenuta dalle aspettative che la Bce abbia concluso il ciclo di tagli e che la prossima mossa di politica monetaria possa essere un rialzo, anche se non nell’immediato. Infine, l’interesse per il reddito fisso europeo ha raggiunto un picco all’inizio di dicembre, per poi deteriorarsi verso fine anno. Il cambiamento è stato determinato soprattutto da un’inversione della domanda per i Btp, mentre le vendite di OAT proseguono da agosto. I Bund, tuttavia, hanno fatto eccezione rispetto al trend generale: i flussi sui titoli sovrani tedeschi sono passati da vendite nette ad acquisti netti nell’ultimo mese dell’anno".
Gli Institutional Investor Indicators (le 3 “i”) sono stati sviluppati da State Street Associates, la divisione di ricerca e advisory di State Street Markets. Misurano la fiducia degli investitori o la propensione al rischio in modo quantitativo, analizzando i modelli di acquisto e di vendita degli investitori istituzionali, ricavati dai 51.7 trilioni di dollari di asset in custodia e/o amministrazione di State Street (in questo patrimonio non sono inclusi gli asset detenuti da State Street stessa). L’indice di propensione al rischio deriva dalla misurazione dei flussi degli investitori in ventidue diverse dimensioni di rischio tra azioni, valute, reddito fisso, asset legati alle materie prime e trend di asset allocation. L’indice cattura la proporzione dei ventidue elementi di rischio che hanno visto un comportamento orientato alla ricerca o alla riduzione del rischio.
Una lettura positiva indica che nel complesso gli investitori stanno aumentando la loro esposizione al rischio, mentre una lettura negativa suggerisce una riduzione del rischio. Gli indicatori delle partecipazioni di State Street rilevano la quota dei portafogli degli investitori allocata in azioni, reddito fisso e liquidità a partire dal 1998.
Gli Institutional Investor Indicators di dicembre di State Street Global Markets sono disponibili cliccando qui.
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